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tensegrità

Ecco come io osteopata vedo il tuo corpo da “aggiustare”.

Il termine tensegrità deriva dall’unione delle parole integrità + tensionale.
Per tensegrità si intende un principio strutturale architettonico; la struttura è formata da elementi compressi (solitamente barre o montanti) e da elementi sottoposti a tensione (cavi), definendo così un nuovo spazio multi-poliedrico o verticale.

Questa struttura crea il proprio equilibrio, mantenendo la sua forma.

Riportando questo modello concettuale verso la cellula si evidenzia come l’organizzazione vivente possa essere interpretata come una struttura a tensegrità.

Il tessuto vivente, grazie alla sua organizzazione con elementi in continuo equilibrio tensionale riesce a gestire correttamente le stimolazioni meccaniche e trasmetterle a tutto il corpo con la meccano trasduzione.

Con elementi molli (muscoli, legamenti, tendini) ed elementi duri (ossa, articolazioni), come il collo, il bacino, la colonna vertebrale, la forza di questo modello si basa sulla presenza della meccanotrasduzione a livello cellulare prendendo in considerazione organi o tessuti o sistemi, come il sistema muscolo-scheletrico o il sistema fasciale, per spiegare la meccanica del movimento. E questo non solo consente alla cellula o alla struttura di sopravvivere e adattarsi, ma le consente di muoversi, esplorare e interagire.

I concetti chiave del modello di tensegrità sono elasticità, deformabilità, trasmissione meccanica e ripristino della forma. L’organizzazione così concepita della struttura permette di ripristinare la forma originaria una volta che essa viene deformata dal passaggio di tensioni meccaniche, senza che le sue componenti vengano danneggiate ovviamente.

Quindi la tensegrità in biologia è una visione teorica di come le cellule siano in grado di adattarsi alle deformazioni meccaniche, stimolando le risposte biochimiche e consentendo alla cellula di adattarsi e sopravvivere.

La logica alla base del concetto di tensegrità e biotensegrità cellulare è il fatto che tutte le strutture che compongono la cellula fino al tessuto sono in connessione, possono spostarsi dalla loro posizione originaria, cambiando così la loro funzione, la loro capacità di interagire con le tensioni avvertite o modificare la loro capacità di produrre tensione a loro volta.

La membrana cellulare trasporta la tensione percepita in modo irregolare e non tutta la membrana risponde all’unisono alla stessa tensione. Una deformazione può attivare risposte biochimiche solo localmente o attivare risposte distanti rispetto a dove si è verificata la deformazione meccanica primaria.

Questa visione ha permesso di comprendere il comportamento dei tessuti biologici.

Quindi nulla da aggiustare, nulla da modificare, se non permettere la perfetta espressione fisiologica che la natura ci ha fornito.

Silvia Camesasca Osteopata
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