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osteopatia e il tocco

Pelle l’organo del tatto

Non vediamo solo con i nostri occhi, non sentiamo solo con le orecchie, ne’ tocchiamo solo con le mani; vista, udito e tatto si realizzano quando il nostro cervello interagisce con le informazioni fornite dai recettori sensoriali.

La nostra percezione del tatto che è una percezione emergente in una rete complessa che comprende il sistema sensoriale.

Questa attività inizia con la formazione di un codice di stimoli nel processo periferico dei neuroni afferenti primari distribuiti nella pelle e nel sottopelle e nella pelle di tutto il corpo.

Le caratteristiche codificate da questi neuroni sono la qualità, l’intensità, la durata e posizione dello stimolo sulla superficie del corpo.

Le sensazioni nascono da energia meccanica generata quando un oggetto entra in contatto con la nostra pelle. Al di sotto della pelle le terminazioni nervose rilevano questi stimoli fisici- meccanici nei tessuti periferici e codificano queste informazioni in una serie di modelli di trasmissione che vengono condotti  al midollo spinale e da questo al tronco encefalico, al talamo, poi dal talamo alla corteccia parietale ( sensitiva) . I collegamenti reciproci fra talamo e corteccia sovrastante stabiliscono un forte ritmo oscillante attraverso cui le informazioni vengono trasferite alla corteccia celebrale.

La mappa corticale ( il cervello) è molto dinamica e può espandersi in risposta all’esercizio fisico o contrarsi in seguito al mancato utilizzo, lo si è vista per esempio nelle mappe corticali dei pianisti o violoncellisti o nei non vedenti in grado di leggere il braille.

L’apprendimento di qualsiasi tipo di abilità manuale modifica la mappa superficiale corticale assegnando maggiore “spazio”  alla rappresentazione delle dita.

Gli stimoli tattili utilizzano percorsi ad alta velocità e hanno accesso a un sistema corticale discriminativo e cognitivo, permettendo la valutazione analitica del tatto. Tuttavia c’è un componente aggiuntivo delle sensazioni tattili che impiega sistemi ben più lenti, che filtrano attraverso un filtro emozionale cerebrale forte e hanno un ruolo importante nella nostra impressione finale del tatto.

Questo aspetto emotivo del tatto raccoglie tutte le esperienze del nostro passato per colorare i nostri sentimenti e influenzare le nostre decisioni. Alla fine ognuno sente a modo suo.

Silvia Camesasca Osteopata
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