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Intervista a Silvia Conti: dietista e appassionata di sport. 

dietista Silvia Conti

Da poco tempo è entrata a fare parte del team di Via Sirte anche Silvia, dietista, appassionata di sport, appassionata del suo lavoro.
Le ho fatto qualche domanda per capire come lavorare insieme, come interagire e a chi è diretto il nostro lavoro.

Dietologo – dietista – nutrizionista: qual è la differenza?

“Io sono dietista, quando si parla di nutrizionista si parla dell’insieme di tutti i professionisti che si occupano di alimentazione. Tutte e tre queste professioni rientrano nei nutrizionisti. Il dietologo è il medico che si è poi specializzato in alimentazione. Il biologo nutrizionista ha fatto un percorso di 3 anni in biologia, biotecnologia, scienze e tecnologie alimentari ecc. e poi la laurea magistrale in alimentazione e nutrizione umana oppure in biologia della nutrizione e il conseguente esame di stato. Il dietista è un po’ il parallelo del fisioterapista: tre anni di laurea in dietistica (professione sanitaria) con esame di stato abilitante alla professione prima della laurea stessa. Poi eventualmente si forma in seguito con enti privati esterni, laurea magistrale o master universitari. Nel mio caso dopo la laurea in dietistica ho continuato a studiare proseguendo il percorso universitario con la laurea magistrale in management sanitario e, successivamente, mi sono specializzata in nutrizione dello sport con un corso privato. La formazione però non finisce mai, quindi continuo a tenermi aggiornata con corsi e convegni riguardati svariate tematiche relative alla nutrizione. Di fatto tutti possiamo accogliere qualsiasi tipo di paziente”.

Cosa succede nell’incontro tra te e il paziente?

“per creare una dieta ho sempre bisogno della prescrizione del medico, fondamentale soprattutto quando c’è di mezzo un “problema” perché, per esempio, richiedere una dieta per diminuire uno stato di gonfiore pensando che sia solo dato dall’alimentazione è sottovalutare il problema: è importante escludere delle patologia prima di modificare l’alimentazione.”

La terapia parte in pratica dalla telefonata per arrivare già pronti al primo incontro. Faccio redigere un diario alimentare di 3 – 7 giorni in cui il paziente registra e compila che cosa mangia. In questo modo io arrivo preparata al giorno della visita conoscendo le abitudini alimentari del paziente, la tipologia di alimenti che predilige nella sua dieta ma anche l’introito calorico e le percentuali di macro e micro nutrienti del paziente.

Durante il primo incontro ascolto il paziente, raccolgo tutti i dati che mi servono e faccio una dettagliata anamnesi nutrizionale, capisco quali sono le sue abitudini, il suo stile di vita, se sedentario o no, e le sue necessità, i suoi obiettivi, le sue motivazioni, e analizzo la composizione corporea tramite apposita strumentazione; da qui poi si prepara la dieta, che si sottopone al paziente solo dopo un dettagliato lavoro di elaborazione con un piano alimentare ritagliato sul paziente.”

Chi sono i tuoi pazienti?

“beh, io sono appassionata di sport, motivo per cui mi sono specializzata in nutrizione sportiva: questo vuol dire che mi occupo sia della persona che vuole dimagrire o migliorare la sua composizione corporea associando lo sport all’alimentazione, sia per lo sportivo che vuole preparare ad esempio una maratona o uno sport di endurance e necessita di una dieta ad hoc in preparazione della gara. Per certe performance sportive bisogna essere seguiti sia atleticamente sia sul piano alimentare. Mi occupo però anche di dimagrimento in generale, mi piace aiutare le persone a stare bene con il proprio corpo.

Mi affascina molto l’intestino umano, il suo modo di reagire nei confronti della vita quotidiana, ovvero come si comporta di fronte allo stress, all’ansia e non solo. Non a caso infatti è considerato il nostro “piccolo cervello”! In questi casi anche l’alimentazione può fare la sua parte.

Di fatto accolgo tutti i tipi di pazienti e mi occupo anche di redigere piani alimentari per ogni necessità. Va da sé che il paziente con patologia è molto più complicato da gestire sul piano alimentare e ancor di più in questo caso, ogni persona va presa a sé. Ci sono patologie in cui l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale. Ogni condizione ha le proprie Linee Guida e il nutrizionista può affidarsi a queste per la stesura del piano alimentare. C’è un lavoro enorme dietro la cura delle patologie dal punto di vista alimentare. Le Linee Guida vanno adattate al paziente nel migliore dei modi, non prescritte per come sono.

Una persona che sta male e soffre arriva da me già demoralizzata spesso e quindi ci vuole un lavoro anche motivante, ma vedere il risultato di una persona che riesce a stare bene cambiando l’alimentazione è davvero appagante, ed è il mio lavoro.”

Quanto passa perché un regime alimentare abbia un effetto, sia dimagrante, sia per la salute?

“Questa è la domanda che fanno tutti. Come sempre, dipende moltissimo dalla persona.

Dipende da molteplici fattori: dalla motivazione, dall’aderenza alla dieta, dallo stile di vita, dall’attività fisica, da fattori esterni psicologici, dall’alimentazione di partenza (le abitudini alimentari che il paziente aveva prima di iniziare il percorso con il dietista) e così via; quindi risulta molto difficile rispondere a questa domanda, in quanto è molto soggettiva. In linea di massima i miglioramenti in termini di dimagrimento si iniziano a vedere già dalle prime settimane. I controlli che faccio non sono mai prima di 3/4 settimane, ed è qui che si vedono insieme i primi risultati. L’importante è che la perdita di peso avvenga in modo graduale e che non abbia effetti negativi sulla salute.

Sul paziente con patologia invece i risultati possono esserci prima parlando in termini di salute (non di dimagrimento). Perché c’è di base una patologia.”

Se volete seguirla queste sono le sue pagine!
Pagina Instagram: dietista_silviaconti
Pagina Facebook: Dietista Silvia Conti

 

 

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