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informazione osteopatica

Informazione e coinvolgimento mettono al centro della terapia il paziente.

I pazienti spesso non riescono verbalizzare direttamente il contenuto emotivo della loro malattia. Il rapporto medico paziente è basato su rispetto, empatia e uno spostamento verso la condivisione del potere con l’’obiettivo di valorizzare e ottimizzare la salute del paziente.

Consegnare una indicazione terapeutica standardizzata non è sempre costruttivo. E’ difficile comprendere per molti medici che “adesso” non è sempre il momento giusto per: smettere di fumare, ridurre l’alcol, iniziare una dieta, iniziare a fare esercizio fisico, iniziare un nuovo farmaco, fare uno screening, o praticare tecniche di riduzione dello stress… Le indicazioni terapeutiche, come il trattamento osteopatico devono essere rivolte a ciascuna persona e essere consegnate su misura. 

Se aggiungiamo che spesso non c’è linearità fra gli esiti degli esami diagnostici e il dolore percepito la strada del protocollo è l’unica che parrebbe sensata ai fini terapeutici.
Dagli anni 70 numerosi studi hanno documentato che i risultati della risonanza magnetica hanno poca correlazione con il dolore lombare percepito. 
In molti studi di controllo , lo sviluppo o la persistenza di dolore alla schiena non mostra alcuna correlazione con i risultati della risonanza magnetica. 
Insomma: quell’ernia di 5 anni fa non può essere ancora li a causarvi il dolore. (E’ più probabile che “la distorsione di ginocchio” di 10 anni fa abbia causato l’ernia e continui a causare il dolore a livello lombare, ma questo è solo un esempio…).

Perchè è importante ascoltare il paziente:

La mente inconscia può perpetuare sintomi fisici che iniziano con una chiara causa fisica, come per esempio un incidente d’auto o un infortunio. In questi casi la mente può sfruttare l’occasione dell’incidente al fine di sviluppare il dolore che ha una funzione per l’individuo come sollevarlo da una situazione difficile.

I meccanismi neuropsicofisiologici delle sindromi mente corpo:

1) La teoria del Gate control: lo stato emotivo di un individuo è in grado di modulare la percezione del dolore.

2) gli ormoni dello stress ( cortisolo e citochine proinfiammatorie) sono in grado di sensibilizzare i nervi che trasportano il dolore che si comportano aumentando la sensazione del dolore per quelle vie che già conoscono. 

Il processo può iniziare con una lesione o significativi fenomeni stressogeni consci o inconsci, ma i sintomi vengono perpetuati nel tempo da una sensibilizzazione delle stesse vie nervose afferenti e amplificando i segnali da parte del cervello. 

Un approccio psicoeducativo ha riscosso buoni risultati nella cura dei pazienti con sintomi muscolo scheletrici cronici. 

Molti pazienti riscontrano miglioramenti dei sintomi concomitanti in altri sistemi e sintomi psichiatrici insieme con sintomi muscolo scheletrici, quando alcuni dei problemi psicologici sottostanti venivano individuati e affrontati. 

La componente chiave di questo approccio non è nelle modalità di trattamento psicologico MA nel riconoscimento che mentre i sintomi fisici sono reali non sono dovuti a un disturbo patologico nel corpo, ma sono curati da processi mentali e pertanto possono essere curati con un approccio puramente psicologico.

L’approccio incentrato sul paziente, incoraggia i medici a coltivare relazioni su chi è il paziente non su chi il medico vorrebbe che fosse.

Silvia Camesasca Osteopata
Tel. 3392052177
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