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stretching

Le cellule dei muscoli, per diventare tali subiscono in primis uno stiramento, che permetterà poi il lavoro in contrazione e la formazione del tessuto muscolare. Il muscolo nasce da uno stimolo di allungamento.

Lo stretching statico viene comunemente eseguito per migliorare la flessibilità e come componente degli esercizi di riscaldamento nella convinzione che ridurrà il rischio di lesioni. Molti studi hanno dimostrato che lo stretching statico migliora la flessibilità misurata dai test di range of motion (ROM), movimento passivo e rigidità passiva all’esordio del dolore riducendo la rigidità articolare.

Tuttavia, recenti articoli di revisione hanno riportato che lo stretching statico prolungato (> 30-60 secondi) può avere effetti dannosi sulla prestazione muscolare. Pertanto, potrebbe non essere consigliabile impegnarsi in stretching statico prolungato prima di attività atletiche o di allenamento di alto livello o competitive. A differenza dello stretching statico, lo stretching dinamico, è stato recentemente raccomandato come componente degli esercizi di riscaldamento condotti prima di impegnarsi in attività atletiche. Molti studi recenti hanno dimostrato che lo stretching dinamico migliora la potenza muscolare, l’altezza di salto e il tempo di sprint, e si è scoperto che lo stretching dinamico ha un effetto più benefico sulle prestazioni rispetto a quello statico.

Molti studi precedenti hanno riportato che lo stretching dinamico ha migliorato i parametri di prestazione.

La diminuzione della forza muscolare e delle prestazioni dopo lo stretching statico potrebbe essere causata da una riduzione di un impulso neurale, nonché da una riduzione dell’attività elettromiografica periferica.

Tal riduzione potrebbe essere dovuta ai cambiamenti associati nella relazione lunghezza muscolare-tensione riducendo l’efficienza del trasferimento di forza dalla componente contrattile ( fibre muscolari) allo scheletro, insieme alle riduzioni indotte dallo stiramento della rigidità muscolare quindi dal decremento della rigidità passiva, come nel caso dello stretching statico.

Oltre ad aumentare l’ ampiezza di movimento articolare e la flessibilità, lo stretching ringiovanisce il muscolo!

È stato osservato che dopo 4 settimane di allungamento giornaliero il flusso sanguigno al muscolo scheletrico durante l’esercizio era aumentato e non solo: ha aumentato diversi indici morfologici di capacità di ossigenazione nel muscolo allungato.

Il numero di capillari che circondano ciascuna fibra muscolare scheletrica era significativamente più alto nel muscolo dall’arto allungato.

Lo stretching produce un allungamento meccanico e ischemia locale all’interno del muscolo, entrambi i quali possono innescare adattamenti vascolari che contribuiscono ad aumentare il flusso sanguigno e ossigenazione durante l’esercizio nei muscoli che vengono allungati quotidianamente.

Anche la capillarità è maggiore nel muscolo allungato che si traduce in una migliore microcircolazione!

L’invecchiamento muscolare perde proprio di questa corrispondenza tra apporto e richiesta di ossigeno che si può compensare con degli esercizi di stretching aumentando e migliorando il flusso sanguigno del muscolo scheletrico.

Silvia Camesasca Osteopata
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