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L’effetto placebo è spesso più potente dell’effetto farmacologico in sé

Effetto PLacebo

È noto che qualsiasi terapia ha due effetti terapeutici: un effetto terapeutico vero e proprio e un effetto placebo, legato al fatto che l’idea di assumere una sostanza, effettuare un trattamento con potere curativo ha di per sé un potere curativo.
L’effetto placebo c’è sempre, ed è in genere molto rilevante e spesso più potente dell’effetto farmacologico in sé.
Esso è legato anche alla forma di somministrazione e a cosa ci viene detto durante la terapia a cosa ci dobbiamo aspettare, come si comporta il terapista.

Un elevato effetto “placebo” (e quindi terapeutico) lo possono avere anche le carezze, la musica, la voce, le relazioni umane positive.
Questo non sminuisce l’importanza dell’effetto placebo, anzi, sottolinea quando la nostra PARTE EMOTIVA sia coinvolta nel processo doloroso.
Ma non è tutta autosuggestione o un inganno del cervello.

Le modificazione avvengono davvero!

L’effetto placebo è dovuto al fatto che l’attesa di un miglioramento causa il rilascio nell’organismo di sostanze “terapeutiche”, come le endorfine e l’adenosina (antidolorifiche) o l’adrenalina (che permette di gestire meglio gli stress).
È stato osservato tramite neuroimaging che l’assunzione del placebo accompagna una ridotta attività nelle aree classiche del cervello riguardanti l’elaborazione del dolore.


Si modificano davvero le aree del cervello e del midollo e vi è una ridotta ampiezza di segnali elettrici correlati agli stimoli del dolore.

E non succede tutto lì, nel momento della terapia, ma coinvolge fasi molto precoci della terapia ovvero la nostra aspettativa di cura.
Si attivano regioni cerebrali sensitive ed emozionali ( corteccia pre frontale , ipotalamo amigdala) e migliora la comunicazione fra loro.

Insomma è come attivassimo un sistema analgesico già presente nel nostro corpo che porta modificazioni ormonali e biochimiche reali ( in primis la modulazione oppioide endogena) sia al cervello che alle zone periferiche, organi, muscoli, ecc…

L’effetto nocebo riconosce cause contrarie a quelle che determinano l’effetto placebo ma con lo stesso meccanismo, quindi dipende soprattutto da:

  • scarsa fiducia del paziente nei confronti della cura che gli viene prescritta (la quale dipende in larga misura dalla scarsa fiducia in colui che gliela prescrive).
  • condizionamento (legato a precedenti esperienze → per esempio sapere che quel medico ha provocato danni ad un amico aumenta l’effetto nocebo);

Da qui emerge ancora una volta la necessità che tra medico e pazienti si instauri un rapporto di reciproca conoscenza, fiducia e collaborazione, con pieno rispetto delle esigenze di entrambi.

Le aspettative negative sono importanti nel determinare lo sviluppo degli effetti collaterali delle terapie.

Negli studi è emerso che i condizionamenti verbali per manipolare le aspettative possono amplificare spesso questo effetto.

Il condizionamento resta più potente nell’innescare gli effetti placebo, ma anche guardare pazienti che hanno avuto eventi avversi dopo l’assunzione del farmaco genera suggestione tramite l’apprendimento osservazionale e questo è un potente miccia per lo sviluppo di sintomi.

Studi di neuroimaging hanno confermato che la semplice aspettativa dei sintomi può già attivare le strutture cerebrali responsabili della percezione dei sintomi avversi e del dolore, prima ancora che si verifichi qualunque stimolazione sensoriale.
Sensibilizzando così la persona al disagio.

L’aspettativa del dolore è associata a significative attivazioni nelle regioni del cervello corticali e subcorticali.

Sebbene la ripetuta stimolazione del dolore porti all’abituazione, questo effetto può essere ingannato se ripeto al paziente che il “dolore aumenterà” inducendo aspettative negative e ansia.
Questo inganno dell’abituazione attiva un’altra parte specifica sensitiva del cervello.

Dal punto di vista neurochimico le risposte nocebo sono state associate a variazioni nel sistema dopamina – endocannabinoide – e colecistochinina. (CCK – stesso sistema che collega stress e intestino)
Le risposte di placebo e nocebo sono mediate dalle aspettative, dai processi di apprendimento e dalla qualità dell’interazione medico paziente.

Questi effetti positivi o negativi si basano su complessi fenomeni neurobiologici che coinvolgono sistema nervoso centrale e periferico e modulano fondamentalmente la percezione dei sintomi  e il decorso della malattia .

Silvia Camesasca Osteopata
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