Seleziona una pagina

Dimmi come respiri e ti dirò chi sei

osteopatia e respiro

Il tessuto fasciale è distribuito uniformemente in tutto il corpo, avvolgendo, interagendo e permeando vasi sanguigni, nervi, visceri, meningi, ossa e muscoli, creando vari strati a diverse profondità e formando una matrice metabolica e meccanica tridimensionale ricca di interocettori in grado di stimolare le aree del cervello che controllano lo stato emotivo.

La terapia manuale coinvolge sia la struttura che la sfera emotiva.
Un approccio multidisciplinare è consigliabile per il paziente; dovrebbe riflettere i bisogni della struttura e, allo stesso tempo, i bisogni dello stato emotivo.

Il sistema miofasciale è legato biunivocamente alle emozioni.

Si percepisce il diaframma principalmente come muscolo respiratorio principale, ma il significato clinico delle sue funzioni rimanenti è emarginato e sottovalutato.

ll diaframma ha anche proprietà legate all’emotività umana, come è stato dimostrato in precedenti studi.

Gli stati emotivi molto spesso alterano il controllo respiratorio. È dimostrato che il pattern respiratorio disfunzionale è presente nell’11% della popolazione generale popolazione e tra l’83% delle persone che soffrono dall’ansia. È già stato dimostrato come in situazioni di tensione e stress emotivo, il diaframma mostra segni di ipertonicità da diventando appiattito e immobile.

Il diaframma è sensibile agli stati emotivi del suo proprietario:

Il diaframma ha anche funzioni posturali e va tenuto presente che la postura è condizionata inequivocabilmente dalle emozioni e dalla psiche. In situazioni tristi, la testa è piegata, le spalle vengono ruotate internamente e la cifosi toracica è aumentata.

Gli stati emotivi di dolore, dispiacere, preoccupazione, ecc portano a diminuire il attività del diaframma e di conseguenza, la respirazione diventa più breve e irregolare e più controllato a scapito dell’accessorio muscolo della respirazione e i cambiamenti di postura in stati emotivi dispiacevoli compaiono cosi:

testa piegata, spalle ruotate internamente, cifosi accentuata.

Allo stesso modo, stati emotivi piacevoli come la felicità tendono per aumentare l’attività del diaframma e i cambiamenti nella postura quando siamo felici compaiono di seguito modo:

  •  testa sollevata, spalle rivolte verso l’esterno e cifosi toracica fisiologica con il diaframma che ha un movimento marcato, e la gamma del movimento diaframmatico e il ritmo respiratorio è più pieno e regolare.

Quindi il diaframma è sensibile agli stati emotivi del suo proprietario, oltre a costituire un accurato registro dello stato emotivo.

Come lo stress, l’ansia e gli attacchi di panico condizionano pesantemente la funzione respiratoria.

Ma è proprio sulla respirazione profonda che possiamo contare per allontanare le emozioni negative.

Consiste nel respirare profondamente concentrandosi prima sull’addome, poi sulla zona del torace e in seguito sulla zona delle clavicole via via verso le mani. 5 respiri profondi per ogni zona.

Un buon respiro arricchisce il sangue di ossigeno, il quale nutre e ripara tutte le cellule del corpo, riducendo lo stress e migliorando il pensiero. Se prolunghiamo il tempo di assorbimento e successivamente quello di svuotamento, miglioriamo gli scambi gassosi all’interno dei polmoni e degli alveoli. Tutto il corpo e la mente beneficiano dell’ottimizzazione dell’ossigeno che inspiriamo.

Sdraiatevi a terra, a pancia in su: gambe rilassate e leggermente divaricate, gli alluci rivolti verso l’esterno, braccia distese lungo i fianchi, palmo delle mani rivolto verso l’alto.
I glutei, la schiena e le spalle devono essere a contatto con il pavimento. Rivolgete l’attenzione a bacino e collo; allungate la colonna vertebrale.

Questo è il punto di partenza per iniziare a respirare.

  1. Capite come respirate
  2. Riepite di aria la parte inferiore dei polmoni, non dovete forzare per gonfiare la pancia. Continuate a gofiare all’altezza dello stomaco, espandendo la gabbia toracica per riempire anche la parte superiore dei polmoni, quella più vicina al collo, le clavicole.
  3. Quando siete pieni espirate, sempre dal naso, lentamente e in senso inverso, partendo cioè dall’alto dei polmoni, per poi scendere verso il petto e infine sgonfiando la pancia.
  4. Contate quando dura l’inspirazione, impiegate il doppio del tempo per l’espirazione. Uno sportivo riesce a inspirare per 5 secondi ed espirare per 10. Esercitandovi potrete farlo tranquillamente anche voi.

Iniziando questo esercizio si tende erroneamente a respirare in maniera forzata: è quindi normale che possano esserci inizialmente reazioni diverse da quelle attese. La respirazione richiede pazienza e deve essere praticata tutti i giorni consapevolmente. Vi sentirete meglio di prima.

Silvia Camesasca Osteopata
Tel: 3392052177
email: info@silviacamesasca.it

Contattami

Silvia

Telefono: 3392052177
Whatsapp: 3392052177
Mail: info@silviacamesasca.it

Dove ricevo

  • Via Sirte 6, Milano
  • Via Nazario Sauro 12, Cesano Boscone
  • via Carlo Marx 593, Sesto San Giovanni, c/o Roll Star

Pensi che possa aiutarti a stare meglio

Alcuni dei miei ultimi articoli

Share This

Share This

Share this post with your friends!