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Covid-19: come la pandemia ha cambiato le nostre relazioni.

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Le relazioni sono tutto. E niente è più come prima

Il concetto di relazione è ben chiaro ma tendiamo a sottovalutarlo.
Le relazioni sono intangibili e dinamiche infatti solo osservandone gli effetti possiamo percepirne l’esistenza.
Chiamiamo relazione il legame di interdipendenza, o la connessione di senso, che unisce due o più entità.
Sappiamo bene che le persone possono essere legate da relazioni di amicizia, di affetto, di lavoro o di rivalità. Da relazioni reali e da relazioni virtuali, forti o deboli, benefiche o tossiche.

Solo mettendoci in relazione con gli altri siamo in grado di soddisfare i nostri bisogni più profondi: identità, riconoscimento, appartenenza, gratificazione, stabilità emotiva, intimità.
Sono le relazioni che abbiamo, e la loro qualità, a determinare non solo il nostro posto nella società, ma anche la nostra felicità e soddisfazione. Crescendo e invecchiando il nostro sistema di relazioni cambia, e con lui anche il modo in cui pensiamo a noi stessi.

Il modo di concepire il mondo è in termini di relazioni:

Le scienze stesse vanno in cerca di relazioni.
La medicina ci guida a scoprire la relazione tra sintomo e patologia.
La matematica identifica relazioni tra grandezze e insiemi.
La politica ragiona in termini di relazioni tra stati, partiti, gruppi di potere.
La creatività è arte combinatoria, e combinare significa mettere in relazione.

L’apprendimento stesso procede attraverso scoperte di relazioni di analogia.
Il linguaggio risulta comprensibile proprio perché stabilisce costanti relazioni di significato tra suoni e concetti.

Lo scopo è produrre senso:


“Il pensiero creativo è quello che riesce a inventare da zero o scoprire l’esistenza di relazioni nuove e appropriate tra elementi diversi, in precedenza slegati tra loro.”

In sintesi. Viviamo in un mondo che è tenuto insieme da un’intricatissima, multidimensionale rete di relazioni ma il covid-19 ha allentato, alterato e sgangherato gran parte del sistema di relazioni su cui si regge il mondo così come lo conosciamo.

La pandemia ha alterato le nostre individuali relazioni con lo spazio, il tempo, l’idea della morte, il futuro.
Ha modificato relazioni di lavoro, mettendo così in crisi il nostro stesso senso di identità.
Ha corrotto le relazioni tra le comunità favorendo il crescere della diffidenza e la propensione a difendere i confini; ha messo in crisi il nostro senso di appartenenza.

Tutto o quasi è rimasto al posto di prima, ma niente funziona più esattamente come prima.
Tutto sembra più instabile e precario.

Come potremmo non sentirci spaesati?
Ricucire, restaurare, ristabilire e necessariamente migliorare le relazioni che tengono insieme persone, istituzioni, idee, stati, e il mondo intero, può sembrare una missione. L’opportunità è adesso.

Articolo da Internazionale – 6 Luglio 2020

Silvia Camesasca Oteopata
Tel. 3392052177
e-mail. info@silviacamesasca.it

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